Gustosi alimenti vitali, artigianali, bio-dinamici.. A Seregno, nella provincia di Monza e Brianza. Ortofrutta, Formaggi, Salumi, Carne. Pane e Pizza Lievito Madre, Pesto Fresco, Cibi Vegan. nel vero rispetto della filiera produttiva, da Cibo Vivo troverete solo i migliori prodotti artigianali della provincia di Monza e Brianza. Anche servizio di Consegna a casa. Siamo temporaneamente visualizzabili su www.cibovivo-seregno.it

BIOLOGICO

La parola "biologica" deriva da grego ''bios'' e significa vita. La differenza sostanziale tra agricoltura biologica e convenzionale consiste nel livello di prodotti di sintesi chimica introdotti nell'agrosistema: nell'agricoltura convenzionale si impiega un notevole quantitativo di concimi e fitosanitari prodotti in laboratorio, quindi da processi industriali (industria chimica, estrattiva, meccanica, ecc.); al contrario, l'agricoltura biologica si fonda sul rispetto dell'agrosistema e dell'ambiente, pur essendo in parte basata sull'ausilio di fitosanitari, che al contrario però, non contengono sostanze di sintesi, ma sostanze di origine organica e naturale. È tuttavia controversa l’idea che le sostanze “naturali” abbiano un impatto sull'ambiente realmente minore. Ad esempio il rame, ammesso nella produzione biologica di uva, è da tempo considerato un inquinante, tanto che il suo uso viene sempre più ristretto dalla Comunità Europea.

Una dicitura sintetica più appropriata avrebbe forse potuto essere una di quelle adottate in altre lingue, agricoltura organica oppure agricoltura ecologica, in quanto mettono in evidenza i principali aspetti distintivi dell'agricoltura biologica, ovvero la conservazione della sostanza organica del terreno o l'intenzione originaria di trovare una forma di agricoltura a basso impatto ambientale.

I principali obiettivi dell'agricoltura biologica così come sono stati definiti dalla Federazione internazionale dei movimenti per l'agricoltura biologica (International Federation of Organic Agricolture, IFOAM) sono[1]:

BIODINAMICO

Paradossalmente il quanto di sostanza presente in una vacca e nella terra che la sostiene è pressoché lo stesso. Ciò nonostante ad ogni osservatore pare evidente la differenza tra i due soggetti. Un problema della stessa natura sorgerebbe qualora si chiedesse a un chimico di analizzare e comparare i valori di un piccolo quadro di Raffaello e di una grande crosta di pessimo gusto. Ancora paradossalmente, il chimico che si cimentasse in una tale analisi, dovrebbe dichiarare che i valori maggiori di colore sono presenti nel dipinto più grande. Simile avventura accadrebbe al biologo che volesse analizzare, comparandone gli organi, due esseri umani. Molto dovrebbe dire delle affinità di struttura tra i due soggetti e poco sulla loro identità. Da ciò pare legittimo pensare che spesso la pratica tecnologica, che si esprime con analisi quantitative e con soluzioni empiriche dagli apprezzabili risultati, non riesce ad andare di pari passo con la scienza e la stessa conoscenza. Sulla scorta di queste riflessioni un nucleo di ricercatori, agricoltori e allevatori diede vita, nei primi anni Venti del Novecento, a un diverso approccio alla produzione agricola, applicando la teoria gnoseologica elaborata alla fine del XIX secolo da Rudolf Steiner, scienziato ed epistemologo austriaco. Quello che di pregnante è dato esprimere sull’Agricoltura Biologico dinamica è connesso strettamente alla comprensione di questa teoria della conoscenza espressa in testi quali La filosofia della libertà (Rudolf Steiner 1894, edito in Italia dall’Editrice Antroposofica). I processi, le pratiche, i preparati, che pure costituiscono parte caratterizzante del metodo agricolo biodinamico, sono l’applicazione di un sistema di conoscenza scientifica, che è indispensabile anche per la comprensione piena di tale metodo. Ciò detto è necessario conoscere “filosoficamente” l’Agricoltura Biodinamica per praticarla? Molti agricoltori biodinamici potrebbero dimostrarvi di no. Se infatti è vero che si può giungere alla conoscenza attraverso il pensiero astratto,è anche vero che l’osservazione e l’esperienza ne costituiscono un momento fondamentale.  Molti agricoltori hanno semplicemente cominciato a sperimentare ed osservare gli effetti di un metodo e via via hanno contribuito a mantenerlo vivo col loro apporto conoscitivo. I risultati della pratica agricola mostrano la validità stessa dei fondamenti del pensiero scientifico antroposofico. Cosa è dunque l’Agricoltura Biodinamica?

L’Agricoltura Biodinamica è una metodologia agricola fondata su solide conoscenze scientifiche, anziché su accidentali constatazioni tecnologiche. Ha elaborato perciò procedimenti produttivi del tutto innovativi rispetto a qualsiasi pratica agricola, procedimenti i cui risultati dimostrano la infondatezza di taluni assiomi della tecnica agricola convenzionale. Infatti conoscenze tecnologiche che di volta in volta apparivano efficaci si sono dimostrate nel tempo imprecise o del tutto infondate. Ricordiamo che la teoria nutrizionale ignorava in questo stesso secolo l’esistenza delle vitamine o dei microelementi e, non molto prima, l’apporto quantitativo di proteine necessario alla sussistenza umana veniva giudicato secondo valori che oggi sono ritenuti pregiudizievoli alla salute. Le stesse conoscenze tecnologiche che hanno sostenuto in questo secolo l’agricoltura convenzionale si sono rivelate, in rapporto ad una conoscenza più ampia dei processi in atto, non esatte. Il grande apporto di concimi azotati e di pesticidi hanno determinato un danno ambientale dai costi non previsti e ancora difficilmente quantificabili.
Lo stesso aumento progressivo delle rese quantitative delle produzioni ha determinato un crollo dei prezzi e dunque unimpoverimento dei produttori, in luogo dell’iniziale emancipazione dalla miseria. La tecnologia dunque difetta a volte della conoscenza più estesa, che una corretta visione scientifica può dare. Le leggi che governano i processi naturali, come quelli economici e sociali, necessitano di essere conosciuti ben al di là della prima immediata percezione tecnologica. Del resto lo stesso sapere tecnologico, mirabile in tanti risultati e che stima se stesso evoluto quanto mai altra civiltà abbia saputo fare prima, si trova a dover sostenere la difficile contraddizione della progressiva distruzione delle risorse che sono sotto il suo dominio. Una visione scientifica imprecisa della terra, delle piante, degli animali e dell’uomo va corretta progressivamente attraverso un ampliamento delle conoscenze ed una libera ricerca scientifica. Per far ciò occorre una pratica sperimentale emancipata dai gravami del pregiudizio, pratica che è stata intento costitutivo della scienza moderna, ma anche rivedere il metodo dell’osservazione e pensare il pensiero. Le ricerche condotte nell’ambito della biodinamica consentono sia di liberare l’attuale produzione agricola da molti dei suoi limiti strutturali, sia di costituire un rimedio a molti dei problemi economici ad essa connessi.